LE STAMPANTI

COSA SONO LE STAMPANTI?

Le stampanti, unità di stampa o unità stampante, sono periferiche di output del computer in grado di eseguire l’operazione di stampa di dati scelti dall’utente su supporto cartaceo.
Attraverso la stampante, il computer è quindi in grado di trasferire immagini e/o testi su carta.

STAMPANTI LASER

Questa tecnologia deriva direttamente dalla “xerografia”, comunemente implementata nelle fotocopiatrici analogiche. In sintesi, un raggio laser infrarosso viene modulato secondo la sequenza di pixel che deve essere impressa sul foglio. 
Viene poi deflesso da uno specchio rotante su un tamburo fotosensibile elettrizzato che si scarica dove colpito dalla luce. L’elettricità statica attira una fine polvere di materiali sintetici e pigmenti, il toner, che viene trasferito sulla carta (sviluppo). 
Il foglio passa poi sotto un rullo fusore riscaldato ad elevata temperatura, che fonde il toner facendolo aderire alla carta (fissaggio). 
Per ottenere la stampa a colori si impiegano quattro toner: nero, ciano, magenta e giallo, trasferiti da un unico tamburo oppure da quattro distinti. 
Per semplificare la gestione dei consumabili, nelle stampanti laser monocromatiche moderne il toner e il tamburo fotosensibile sono incluse in un’unica cartuccia.
La velocità di esecuzione è tra i fattori decisivi per delineare la velocità della stampante laser e viene definita attraverso gli acronimi: PPM (pagine stampate per minuto), CPM (carattere per minuto) o IPM (immagini per minuto).
La qualità della stampa è indicata dal DPI che suggerisce quanti punti di toner vengono lasciati in un pollice quadrato di superficie. 
Per quanto riguarda la quantità di stampa, le stampanti laser hanno un ciclo di lavoro mensile massimo consigliato, che indica il numero di pagine garantito nell’arco di 30 giorni, ed è di molto superiore alla tecnologia inkjet. 

STAMPANTI INK-JET

È la tecnologia che ha avuto il maggiore successo, principalmente per via del basso costo di produzione delle macchine, della loro silenziosità e buona resa dei colori e del prezzo relativamente economico dei consumabili. 
Questa tecnologia ha avuto un notevole successo commerciale perchè unisce una buona qualità di stampa a dei prezzi contenuti e si è imposta sia nel mercato dell’utenza privata, sia in quello di studi tecnici, pubblicità e grafica per i grandi formati.
Una schiera di centinaia di microscopici ugelli spruzzano minuscole gocce di inchiostro a base di acqua sulla carta durante lo spostamento del carrello. La tipica stampante a getto d’inchiostro presenta un carrello che si muove avanti e indietro per tutta la larghezza del foglio, il quale a sua volta procede in direzione perpendicolare al carrello mediante un sistema di rulli che lo trascina. Sul carrello sono fissate le testine di stampa, il cui compito è quello di proiettare sul foglio microgocce di inchiostro del volume di pochi picolitri attraverso minuscoli forellini detti ugelli. Il meccanismo di eiezione delle gocce può essere di due tipi: 
1) termico: in corrispondenza di ogni ugello è posizionato un resistore attraverso il quale vengono fatti passare impulsi di corrente; ad ogni impulso il resistore si scalda alla temperatura di alcune centinaia di gradi in pochi microsecondi e genera nell’inchiostro a contatto con esso una bolla di vapore. L’espansione di quest’ultima provoca l’espulsione della goccia dall’ugello soprastante. Questa è la tecnologia più diffusa nell’ambito home/office ed è utilizzata da HP, Canon, Lexmark e Olivetti;
2) piezoelettrico: sotto ogni ugello è sistemato un canalino circondato da un cristallo piezoelettrico; un impulso elettrico provoca la deformazione del cristallo e conseguentemente la repentina strozzatura del canalino e l’eiezione dell’inchiostro; è la tecnologia utilizzata da Epson.
L’inchiostro viene prelevato da serbatoi chiamati cartucce le quali possono contenere inchiostro libero o trattenuto da una spugna; nei modelli di stampanti per fogli di dimensioni A4 e A3, tali serbatoi sono solitamente di ridotte dimensioni e posizionati sul carrello, sopra le testine, e quindi si muovono assieme ad esso. Alcuni produttori in questi casi integrano le testine di stampa nelle cartucce e quindi l’esaurimento dell’inchiostro comporta la sostituzione della testina: ciò influisce sul costo della cartuccia, ma garantisce sempre l’efficienza delle testine.
Il problema più frequente di questa tecnologia è l’essiccamento dell’inchiostro nelle testine, che è causa di malfunzionamenti e blocchi della stampante. L’altro svantaggio è dato dall’elevato costo per copia stampata se confrontato con le altre tecnologie.

FOTOCOPIATRICI

La fotocopiatrice, o fotocopiatore, è una macchina in grado di effettuare copie di documenti per mezzo di tecniche ottiche o fotografiche. Le copie ottenute, dette fotocopie, sono stampate su carta speciale o comune.
Il processo di fotocopiatura attualmente usato fu introdotto dalla Xerox Corporation (Stati Uniti), verso la metà degli anni sessanta del XX secolo. Nell’arco di vent’anni la xerografia ha progressivamente reso obsolete le vecchie tecniche di duplicazione con carta carbone, ciclostile e altri processi precedentemente in uso.
Le macchine copiatrici di recente costruzione hanno definitivamente adottato la tecnologia digitale. In pratica consistono di due dispositivi: uno scanner d’immagine e una stampante laser, integrati con un’elettronica di gestione. Rispetto alle fotocopiatrici tradizionali, quindi, la lettura del documento originale viene effettuata tramite acquisizione in formato digitale e l’esposizione del materiale fotoconduttivo é effettuata tramite un laser pulsante (o talvolta un LED) che si spegne in corrispondenza dei pixel che devono trattenere il toner. Negli ultimi anni, l’adozione di fotocopiatrici digitali dotate di microprocessori e memoria RAM ha consentito di ottenere nuove funzioni, quali la scansione di documenti in rete LAN, la funzione di telefax, funzioni di riconoscimento ottico dei caratteri (OCR). 
Le macchine dotate di alcune o tutte queste funzioni vengono anche chiamate stampanti multifunzione. Nelle versioni più semplici hanno un costo d’acquisto ormai inferiore a una macchina xerografica tradizionale, sono spesso in grado di effettuare copie a colori e possono essere usate anche come scanner e stampanti. Il minore costo è in larga misura dovuto all’assenza della meccanica di precisione e delle ottiche necessarie per garantire una perfetta focalizzazione e sincronia dell’immagine proiettata sul tamburo, indispensabile in una macchina xerografica.
Come anche per quanto concerne la stampanti laser, due sono i grandi filoni in cui si segmentano le fotocopiatrici o stampanti multifunzione: quelle in grado di stampare solo in bianco/nero e quelle in grado di riprodurre anche il colore.
La velocità di stampa viene misurata in pagine al minuto (PPM) e rappresenta la quantità di pagine che possono essere stampate in un minuto, su una sola facciata.